Piccoli borghi, cicloturismo e cammini spirituali per far conoscere le aree interne d’Italia oggi per lo più ignote. Su 2.137 comuni a vocazione turistica solo il 16% (circa 350) sfrutta il proprio potenziale: piccoli centri come Caorle, Jesolo o Cavallino Treporti (in provincia di Venezia) ogni anno raccolgono 128 milioni di pernottamenti pari ad una spesa turistica annua che vale 25 miliardi di euro. Ma gli altri 1.787 Comuni generano appena 33 milioni di presenze per una spesa di 6 miliardi. Si tratta di un «ampio potenziale turistico ancora da valorizzare», dice Carlo Sangalli, presidente Confcom, commentando i dati dell’indagine di Confturismo con Isfort sul «Valore turistico dei centri minori» presentata martedì a Roma.
L’obiettivo «è la destagionalizzazione», dice il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi. Rilanciare i borghi sconosciuti potrebbe generare nei prossimi 5 anni, secondo Confturismo, «un incremento di 1,6 miliardi di euro di Pil e 14 mila nuovi occupati», oltre a combattere lo spopolamento. I piccoli centri, dice Manfred Pinzger, presidente di Confturismo, «possono diventare uno dei principali motori di sviluppo del turismo italiano». Ma è «strategico» investire in infrastrutture e trasporti: l’84% dei piccoli Comuni è classificato come «periferico», il 91% «ultraperiferico» con difficoltà per l’accesso ai servizi essenziali.
E proprio per far conoscere le aree interne («io amo i piccoli borghi, ci riportano alla storia del nostro Paese»), il ministro Mazzi lancia l’idea di un «Giro d’Italia del cicloturismo dedicato ai cicloturisti in parallelo con quello dei professionisti, una sorta di competizione amatoriale con tappe in cantine e frantoi, altra ricchezza dell’Italia meno conosciuta». Il ministro ne ha parlato anche in un incontro ieri pomeriggio con l’amministratore delegato di Rcs Sport Paolo Bellino.
Nei piani di Mazzi ci sono anche i cammini spirituali, «risposta italiana a Santiago de Compostela che ha numeri eccezionali». Il 30 luglio, pochi giorni prima della visita di Papa Leone ad Assisi (6 agosto), verrà lanciato il «Cammino di Francesco» con partenze da Firenze, Rimini, Ascoli e Roma e arrivo nel cuore dell’Umbria. «Sono stati unificati dei tronconi di cammini che appartenevano a diverse regioni - spiega Mazzi -, ora nasce un unico cammino». In Italia ce ne sono oltre 150 per 33 mila chilometri. E il 16 ottobre, grazie alla collaborazione con la Polonia, nascerà il Cammino di Giovanni Paolo II, sui percorsi di Papa Wojtyla.
8 lug 2026 | 07:12