Sono state nuovamente ripristinate le sanzioni economiche sul petrolio iraniano. Cresce il timore che possano interrompersi le trattative in corso tra Washington e Teheran per arrivare a un accordo di pace nella regione. Non a caso il valore del greggio ha ripreso a salire: il Wti tratta a 72,72 dollari al barile, in rialzo del 3,2%, mentre il Brent del Mare del Nord quota 76,58 dollari, anch'esso in aumento del 3,2%. Sullo sfondo è anche scattato il conto alla rovescia per la stagione delle trimestrali: domani sarà PepsiCo a pubblicare i conti, mentre dalla prossima settimana toccherà alle grandi banche statunitensi. A Piazza Affari i riflettori resteranno probabilmente puntati sui titoli della difesa, nell'ultimo giorno del summit Nato ad Ankara. Gli investitori si interrogano sull'impatto della corsa al riarmo sui principali gruppi industriali del settore. Sorvegliata speciale sarà anche St, dopo il tonfo dell'8% della vigilia, insieme a Prysmian, che ha lasciato sul terreno il 6,6%. Sul mercato valutario, l'euro quota 1,1421 dollari (ieri a 1,1428 dollari) e 185,32 yen (185,99 yen), mentre il rapporto dollaro/yen è a 162,24 (161,9). Il gas sale del 4,6% a 46,8 euro al megawattora.
Dopo la frenata della vigilia, le Borse europee si preparano a un nuovo avvio debole, risentendo anche del calo accusato da Wall Street. Il future sull'Eurostoxx segna un rosso dello 0,36%, quello sul Ftse Mib dello 0,2%. Gli investitori hanno venduto soprattutto i titoli tecnologici, iniziando a mettere in dubbio non tanto la rivoluzione in corso legata all'intelligenza artificiale, quanto la sostenibilità dei relativi modelli di business. Così, mentre il Dow Jones (-0,32%) e lo S&P 500 hanno registrato cali contenuti, il Nasdaq ha chiuso in ribasso dell'1,2%. Nuovi ribassi per Tokyo e Seul. Preoccupano anche le nuove tensioni in Medio Oriente, dopo che gli Stati Uniti hanno lanciato una serie di attacchi contro l'Iran in risposta alle azioni attribuite a Teheran contro tre navi nello Stretto di Hormuz.
Prevalgono i ribassi sulle principali borse asiatiche mentre tirano il fiato i titoli dei semiconduttori e vola il petrolio dopo la ripresa degli attacchi Usa in Iran. Particolarmente colpita Seoul dove l'indice Kospi cede il 5,55% in scia ai realizzi su giganti come Samsung (-5,57%) dopo i risultati. Giù anche Tokyo (-1,07%) e Taiwan (-0,48%) mentre Shanghai viaggia vicina alla parità (-0,09%). Positiva Hong Kong (+2,49%).