Economia

Poste vara l'aumento di capitale da 372 milioni e avvicina l'offerta pubblica su Tim

Poste vara l'aumento di capitale da 372 milioni e avvicina l'offerta pubblica su Tim

Prosegue l'iter dell'offerta pubblica di acquisto e scambio (Opas) lanciata da Poste Italiane su Tim. Il consiglio di amministrazione del gruppo, riunito sotto la presidenza di Silvia Maria Rovere, ha deliberato l'aumento di capitale da 371,99 milioni di euro, passaggio previsto dall'assemblea straordinaria degli azionisti lo scorso 18 giugno e necessario per dare esecuzione all'operazione.

Nel dettaglio, il consiglio ha approvato un aumento di capitale a pagamento per complessivi 371.986.879 euro, oltre al sovrapprezzo, attraverso l'emissione di altrettante azioni ordinarie. Le nuove azioni saranno emesse in una o più tranche e con esclusione del diritto di opzione, come consentito dall'articolo 2441 del Codice civile nei casi di operazioni straordinarie di questo tipo. I titoli saranno destinati agli azionisti di Tim che aderiranno all'offerta.

L'operazione rappresenta un ulteriore passaggio tecnico verso il completamento dell'Opas, in attesa dell'approvazione definitiva del documento d'offerta da parte della Consob. Sul fronte delle autorizzazioni regolamentari, sono già arrivato il via libera della Commissione europea, dell'autorità antitrust brasiliana e della Presidenza del Consiglio nell'ambito della procedura sul Golden Power.

Nella relazione illustrativa predisposta dal consiglio di amministrazione, Poste conferma che, in caso di adesione totale all'offerta, potranno essere emesse fino a 371,99 milioni di nuove azioni. Dopo il raggruppamento azionario realizzato da Tim nel giugno 2026, precisa inoltre che le condizioni economiche dell'offerta non sono cambiate: per ciascuna azione Tim conferita vengono riconosciuti 1,67 euro in contanti e 0,218 nuove azioni Poste.

Se l'adesione fosse totalitaria, gli attuali soci di Tim arriverebbero a detenere circa il 22,2% del capitale di Poste Italiane dopo l'esecuzione dell'aumento. L'esborso in contanti previsto per il gruppo guidato dall'amministratore delegato Matteo Del Fante ammonterebbe a circa 2,85 miliardi di euro. Dal punto di vista industriale, Poste ribadisce che l'obiettivo dell'operazione è integrare gli asset di Tim nelle telecomunicazioni fisse e mobili con le attività già presidiate dal gruppo nei servizi finanziari, assicurativi e logistici, oltre che nei data center, nel cloud, nella cybersecurity, nell'Internet delle cose e nell'intelligenza artificiale.

Parallelamente continua ad evolversi anche il dossier relativo al Polo strategico nazionale, l'infrastruttura cloud destinata alla pubblica amministrazione. Nei prossimi giorni è attesa l'offerta di Leonardo per rilevare il 10% detenuto da Sogei, operazione che porterebbe il gruppo della difesa al 35% del capitale del Polo. All'inizio dell'anno Poste aveva invece manifestato l'interesse ad acquisire il 20% oggi in mano a Cdp. Qualora l'Opas su Tim andasse in porto e si completassero anche questi passaggi, Poste arriverebbe a detenere il 65% del Polo strategico nazionale, mentre Leonardo si attesterebbe al 35%, delineando un nuovo assetto per il principale progetto di cloud della pubblica amministrazione italiana.

8 lug 2026 | 10:22

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