«Prevedere che il conto destinato all'accredito dello stipendio sia intestato esclusivamente al lavoratore o alla lavoratrice può comunque rappresentare uno strumento utile per rafforzare l'autonomia economica delle persone». Così l'Abi, ascoltata in commissione Finanze del Senato su due disegni di legge che prevedono che la retribuzione sia accreditata su un conto riconducibile direttamente al lavoratore o alla lavoratrice.
L'Abi ha invitato a «considerare che non tutte le ipotesi di conto cointestato sono riconducibili a situazioni di «subordinazione economica». In molti casi, il conto cointestato deriva da una scelta libera e consapevole, funzionale alla gestione ordinaria della famiglia o a esigenze pratiche condivise. Ciò non esclude - è stato aggiunto - che la disponibilità di un conto personale possa rappresentare un importante strumento di autonomia economica».
Infine, proprio «al fine di rendere effettivo l'obiettivo perseguito dai ddl, è importante — è stato rilevato — continuare ad affiancare agli strumenti normativi iniziative di educazione finanziaria e inclusione, promosse anche dal mondo bancario, volte a favorire una più ampia diffusione dei conti personali e una maggiore consapevolezza nella gestione delle risorse economiche».
Anche il Consiglio nazionale dei commercialisti sostiene le proposte di legge che vogliono far accreditare lo stipendio su un conto intestato al lavoratore, tuttavia, evidenzia una criticità: il datore di lavoro non può verificare se il conto sia davvero intestato al lavoratore, perché il solo Iban non lo permette e le informazioni bancarie sono protette dalla privacy. Per questo ritiene ingiusto sanzionare il datore di lavoro per controlli che non può effettuare.
La proposta dei commercialisti è che sia il lavoratore a dichiarare formalmente che il conto rispetta i requisiti di legge, sollevando il datore da responsabilità improprie. Chiedono inoltre una normativa più equilibrata, che mantenga gli obiettivi di tutela senza imporre obblighi irrealizzabili ai datori di lavoro.
8 lug 2026 | 18:55