Economia

Euro 2032, la sfida nascosta degli stadi italiani: la sicurezza contro le vibrazioni

Euro 2032, la sfida nascosta degli stadi italiani: la sicurezza contro le vibrazioni

Mentre le televisioni rimandano le immagini degli stadi americani che stanno ospitando i mondiali di calcio, sono tanti a fare i confronti con gli stadi italiani che sembrano qualche generazione indietro rispetto a quelli di oltre oceano. Nel frattempo si avvicinano delle scadenze importanti e la domanda sorge spontanea: gli stadi italiani saranno davvero pronti ad accogliere Euro 2032? Oltre ai progetti di riqualificazione, agli investimenti previsti e alle nuove esigenze in termini di sicurezza e accessibilità, esiste una sfida meno visibile ma altrettanto rilevante: il comportamento dinamico delle strutture sottoposte alle vibrazioni generate da decine di migliaia di spettatori.

È in questo contesto che ISAAC, deep tech italiana specializzata nello sviluppo di tecnologie attive per il controllo dinamico delle infrastrutture, annuncia l'avvio di una collaborazione scientifica con il Dipartimento di Strutture per l'Ingegneria e l'Architettura dell'Università degli Studi di Napoli
Federico II. L'accordo ha l'obiettivo di sviluppare, progettare e validare un sistema di smorzamento attivo AMD (Active Mass Damper) dedicato alla riduzione delle vibrazioni indotte dalla folla negli impianti
sportivi, un ambito di ricerca destinato ad assumere crescente rilevanza nel percorso di modernizzazione degli stadi italiani in vista di UEFA EURO 2032. La prospettiva di ospitare, insieme alla Turchia, il Campionato Europeo e il progressivo aggiornamento degli standard relativi alla sicurezza e alla qualità degli impianti stanno infatti accelerando l'attenzione
verso soluzioni innovative capaci di incrementare prestazioni, sicurezza e comfort degli stadi esistenti.

L'obiettivo è comprendere come sistemi intelligenti, attivi e non invasivi possano contribuire a migliorarne il comportamento dinamico senza necessariamente ricorrere a opere strutturali complesse
o a costose ricostruzioni. Il programma di ricerca comprenderà attività di analisi preliminare, definizione degli obiettivi prestazionali, progettazione di un sistema AMD dedicato, realizzazione di un prototipo fisico e campagne sperimentali finalizzate a valutarne l'efficacia in condizioni operative con e senza dispositivo di smorzamento. «Con questa collaborazione -afferma Alberto Bussini, ceo e founder ISAAC -  vogliamo contribuire allo sviluppo di soluzioni tecnologiche capaci di rispondere a una sfida concreta per il patrimonio infrastrutturale esistente: migliorare il  comportamento dinamico delle strutture attraverso sistemi intelligenti e non invasivi, preservandone la continuità di utilizzo ed evitando, ove possibile, interventi pesanti. Per ISAAC, questa iniziativa conferma inoltre la volontà di ampliare il campo di applicazione delle tecnologie attive oltre la protezione sismica, esplorando nuovi scenari nei quali il controllo dinamico delle strutture può generare valore per proprietari, gestori, progettisti e pubbliche amministrazioni».

ISAAC ha già realizzato oltre 150 installazioni in Italia attraverso sistemi intelligenti, modulari e non invasivi, progettati per aumentare sicurezza e prestazioni di edifici esistenti senza interromperne l'operatività. Tra le applicazioni più significative figurano l'Ospedale San Martino di Genova, il
Campanile di Grottaminarda (AV), le scuole di Buti e Marcianise e la Torre Piloti del porto di Genova, dove la tecnologia ISAAC contribuisce a mitigare le oscillazioni indotte dal vento e dalle condizioni atmosferiche avverse.
«La collaborazione con ISAAC consente di approfondire un tema di grande interesse per l'ingegneria strutturale contemporanea: il controllo dinamico delle strutture soggette a vibrazioni indotte dalla folla.
L'obiettivo è contribuire alla validazione scientifica di soluzioni innovative che possano migliorare le prestazioni degli edifici e delle infrastrutture esistenti, favorendo il trasferimento delle conoscenze dalla ricerca alle applicazioni concrete», commenta Andrea Prota, Professore Ordinario di Tecnica delle Costruzioni presso il Dipartimento di Strutture per l’Ingegneria e l’Architettura dell’Università degli Studi di Napoli Federico II. Il Dipartimento di Strutture per l'Ingegneria e l'Architettura della Federico II contribuirà alle attività di sviluppo, analisi e validazione sperimentale, rafforzando il dialogo tra ricerca universitaria, innovazione industriale e applicazioni concrete nel settore delle infrastrutture sportive.

8 luglio 2026, 17:47 - Aggiornata il 8 luglio 2026 , 17:47

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