L’Istituto per le Opere di Religione ha scelto un'altra figura di primo piano della finanza italiana per rafforzare la propria governance. Da oggi 8 luglio, Marina Natale entra a far parte del Consiglio di Sovrintendenza dello Ior, l'organo che definisce gli indirizzi strategici e vigila sull'operato dell'istituto finanziario della Santa Sede.
La nomina porta in Vaticano una manager con oltre trent'anni di esperienza nel settore bancario. Laureata in Economia, Natale ha iniziato la propria carriera nel 1988 in Credito Italiano per poi diventare una delle protagoniste della crescita di UniCredit. Alla guida dell'area fusioni e acquisizioni ha seguito alcune delle operazioni che hanno ridisegnato il panorama bancario europeo, dalla nascita di UniCredito Italiano all'acquisizione della tedesca Hvb, fino alla fusione con Capitalia e allo sviluppo del gruppo nell'Europa orientale. Successivamente è entrata nell'Executive Management Committee di UniCredit, ricoprendo tra gli altri gli incarichi di chief financial officer e vicedirettrice generale.
Dal 2017 al 2023 ha guidato Amco, la società partecipata dal ministero dell'Economia specializzata nella gestione dei crediti deteriorati, accompagnandone la crescita in una fase di forte espansione del mercato degli Npl. Terminato il mandato, ha svolto attività di consulenza strategica e finanziaria. Oggi è presidente del consiglio di amministrazione di Cherry Bank e consigliere di Erg e Nexi.
Ad accoglierla è stato il presidente del Consiglio di Sovrintendenza dello Ior, François Pauly, che ha sottolineato come le competenze maturate ai vertici del sistema bancario e finanziario europeo rappresentino «un importante contributo» per proseguire il rafforzamento della governance e sostenere lo sviluppo delle linee strategiche dell'istituto, nel rispetto dei principi di trasparenza, responsabilità e integrità.
Lo Ior è l'unico ente autorizzato a svolgere professionalmente attività finanziaria nello Stato della Città del Vaticano. Gestisce servizi bancari e di investimento per oltre 12 mila clienti, tra istituzioni ecclesiastiche, ordini religiosi e soggetti che operano al servizio della Chiesa cattolica, distribuiti in più di 110 Paesi.