L'utilizzo dell'Ia nel tessuto imprenditoriale italiano è in grado di portare benefici «alla produttività» ma «richiederà investimenti ingenti soprattuto nell'immateriale quali ricerca e organizzazione che sono difficili da valutare e con ritorni incerti e lontani». Lo afferma il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta nel suo intervento alla conferenza alla Banca Europea degli Investimenti, sottolineando come per questo occorra «una finanza adeguata e paziente e capitali di rischio». Per il governatore «l'Italia e l'Europa non partono da zero, hanno risparmio, ricerca e competenze, tuttavia troppo spesso le risorse non si combinano per sostenere progetti ambiziosi e anche quelli non ambiziosi». È necessario quindi «mobilitare i capitali affinché l'Ia sia davvero una leva di sviluppo ».
Secondo Panetta, che ha richiamato alcuni dei concetti espressi nelle sue considerazioni finali di fine maggio,« l'intelligenza artificiale può contribuire «in modo significativo al rilancio della produttività del nostro paese, è un'opportunità rilevante specie per un'economia come quella italiana con benefici particolarmente importanti nella manifattura, aiutando a prevenire guasti, riducendo gli sprechi e ottimizzando l'utilizzo di energia».
Panetta ha poi ricordato la maggiore velocità, rispetto ad altre trasformazioni tecnologiche del passato, dell'Ia che rende opportuno «governare» questa transizione. Occorre «investire in competenza, accompagnare i lavoratori più esposti, ed evitare che i benefici si concentrino in poche imprese, pochi settori e territori». Panetta ha citato quindi le parole di Papa Leone e del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulla necessità che l'Ia «sia a servizio della persona e della libertà».
2 lug 2026 | 15:24