Vendendo per una cifra record i Los Angeles Lakers dopo appena un anno, Mark Walter, la holding personale Twg Group e Guggenheim Partners – società statunitense di servizi finanziari e di investimento della quale Walter è ceo – realizzerebbero una super plusvalenza. Acquistati poco più di un anno fa per 10 miliardi di dollari, all'epoca 8,6 miliardi di euro, se andasse in porto l'acquisizione da parte Joshua Kushner (fondatore di Thrive Capital e fratello del genero di Donald Trump) e Bob Iger, per 15 anni ceo di Disney, Walter e le sue società incasserebbero 12,5 miliardi di dollari, ovvero 10,8 miliardi di euro: già l'anno scorso, quando il ceo di Twg Group e Guggenheim Partners rilevò la squadra di Luka Dončić, mettendo fine all'epopea dei Buss proprietari dal 1979, si trattava dell'acquisto di un club o di una franchigia sportiva più costosa di sempre. Con la nuova offerta, il record verrebbe ulteriormente ritoccato.
La lista delle compravendite più onerose include principalmente società sportive statunitensi, con qualche aggiunta di club calcistici. Ma perché franchigie che operano in sport guardati quasi esclusivamente negli Stati Uniti valgono di più delle squadre di calcio? Secondo un'analisi recente del Financial Times, il sistema chiuso delle leghe americane rappresenta un indicatore di stabilità fondamentale: non retrocedere in una serie minore, o anche non partecipare a competizioni sportive continentali (Champions League, Europa League, ecc.) costituiscono fattori che rendono i bilanci meno imprevedibili. Che si vinca il titolo, o che si chiuda una stagione con il record peggiore, la lega chiusa garantisce una base di ricavi destinata a crescere con meno picchi rispetto a un contesto aperto, ma con maggiore costanza e prevedibilità. E questo, agli investitori, piace. I multipli medi di NBA, NFL, NHL e MLB sono infatti superiori – il doppio, se non il triplo in alcuni casi – rispetto a quelli dei club calcistici europei: eccezion fatta per la Premier League, che ha saputo valorizzare meglio la propria lega, e per brand iconici come Real Madrid e Barcellona, le due società del pallone dal maggior valore al mondo secondo Forbes.
Negli ultimi anni il valore delle franchigie in NBA è cresciuto in modo vertiginoso. Tre mesi prima che Mark Walter comprasse i Los Angeles Lakers nel 2025, gli storici rivali Boston Celtics erano stati venduti a una cordata guidata dal magnate Bill Chisholm, co-fondatore della società di private equity STG. La cessione è avvenuta per 6,1 miliardi di dollari. I Boston Celtics l’anno prima avevano conquistato il loro 18° titolo NBA. Gli altri competitor in gara erano Dan Friedkin, presidente della Roma e Stephen Pagliuca, copresidente dell'Atalanta, e Stan Middleman, comproprietario dei Philadelphia Phillies, ma le loro offerte si erano fermate a cifre più basse, consentendo a Chisholm di spuntarla. A marzo 2026 anche i Portland Trail Blazers dopo quasi quarant’anni hanno cambiano proprietario. La transazione, del valore di circa 4,25 miliardi di dollari, è la terza per valore nella storia del basket. La cessione a un gruppo guidato dall'imprenditore di Dallas Tom Dundon ha segnato la fine dell’epoca targata Paul Allen. Il co-fondatore di Microsoft, morto nel 2018, aveva comprato i Blazers nel 1988 per 70 milioni di dollari.
Al quarto posto, nella classifica delle acquisizioni da record del basket, troviamo quella dei Phoenix Suns. Nel 2022 il miliardario Mat Ishbia, ceo di United Wholesale Mortgage, comprò la squadra per quattro miliardi di dollari da Robert Sarver, che decise di vendere dopo essere stato sospeso per un anno dai suoi incarichi e multato dalla NBA a seguito di un’indagine sulla sua condotta con i dipendenti. Al quinto e sesto posto ci sono la vendita dei Milwaukee Bucks e quella dei Dallas Mavericks per 3,5 miliardi di dollari in entrambi i casi. Il precedente primato era stato fissato dall’acquisizione dei Brooklyn Nets nel 2019, quando vennero spesi 2,35 miliardi di dollari.
Nel football americano l’accordo dei record è quello per la cessione dei Seattle Seahawks da 9,6 miliardi di dollari. Il passaggio dalla Paul G. Allen Estate alla famiglia Khosla è stato annunciato a luglio. Al secondo posto c’è l’acquisizione dei Washington Commanders, che nel 2023 costò 6,05 miliardi di dollari al magnate Josh Harris. Il precedente record era stato fissato dai Denver Broncos, acquistati da un gruppo di miliardari guidato da Rob Walton, figlio del fondatore della catena Walmart, per 4,65 miliardi di dollari. Nel 2018 fu David Tepper, fondatore e gestore del fondo speculativo Appaloosa Management, a segnare il primato acquistando i Carolina Panthers per 2,3 miliardi di dollari. Quattro anni prima il miliardario del petrolio e del gas Terry Pegula e la moglie Kim acquistarono i Buffalo Bills per 1,4 miliardi di dollari, scalzando una cordata guidata da Jon Bon Jovi e Donald Trump.
Nella Major League Baseball la vendita più costosa è quella dei San Diego Padres, comprati ad aprile da José E. Feliciano, comproprietario del Chelsea Football Club, per 3,9 miliardi di dollari. L’operazione, secondo il New York Times, dovrebbe essere formalizzata la prossima settimana. Prima c’era stata l’acquisizione dei New York Mets per 2,5 miliardi di dollari da parte di Steve Cohen, miliardario a cui si sono ispirati i creatori di Billions per la figura di Bobby «Axe» Axelrod. Il precedente record risaliva al 2012, quando la leggenda del basket Magic Johnson riuscì a comprare i Los Angeles Dodgers per 2,1 miliardi di dollari da Frank Mc Court. Tra le operazioni sopra il miliardo di dollari, c’è anche la vendita dei Baltimore Orioles, nel 2024, per 1,725 miliardi di dollari. A comprare la squadra dalla famiglia di origine greca Angelos sono stati due fondi di investimento che fanno capo a David Rubenstein e Mike Arougheti. Ma nella proprietà c’è anche Cal Ripken, l’«Iron Man» del baseball. I Chicago Cubs chiudono la Top 5 delle vendite, con gli 845 milioni di dollari pagati dalla famiglia Ricketts nel 2009. Un passaggio di proprietà fortunato per la squadra che nel 2016 vinse il suo primo titolo dopo 108 anni di sofferenza per i tifosi.
Nel calcio, così come in altri sport europei, il valore delle società ha multipli generalmente inferiori, sebbene alcune squadre siano ormai brand noti in tutto il mondo. Tuttavia, anche il valore dei club del pallone è cresciuto molto negli ultimi anni. Ne è una dimostrazione il Chelsea: il consorzio BlueCo - guidato da Todd Boehly, Clearlake Capital e Mark Walter - acquistò tutte le strutture del club londinese per 5 miliardi di euro da Roman Abramovič, il quale fu costretto a vendere per via delle forti tensioni politiche generate in seguito all’invasione ucraina da parte della Russia. La Premier League, la lega calcistica che genera di gran lunga il business maggiore, fa da padrona alla classifica delle compravendite più onerose di club. Nella lista spiccano l’Arsenal, costata 1,7 miliardi di euro in poco più di un decennio a Stan Kroenke, e il Liverpool, con il recente acquisto del 30% delle quote per 1,64 miliardi di euro da parte di 1892 Holdings, consorzio di cui fa parte, tra gli altri, anche Jeff Bezos.
Il Manchester United, che malgrado i risultati deludenti dell’ultimo decennio resta il terzo club di maggior valore secondo Forbes, è stata protagonista di due operazioni molto costose negli ultimi anni: l’acquisizione del 2005 da parte della famiglia Glazer, per 1,4 miliardi di euro, e l’acquisto del 25% delle quote da parte del magnate Jim Ratcliffe per 1,2 miliardi tra il 2023 e il 2024. In mezzo, come importo, l’Atlético Madrid, il cui 55% è passato al fondo statunitense Apollo Global Management, tramite la divisione Apollo Sports Capital, per 1,3 miliardi. Un po’ di Italia anche con il Milan, ceduto da Elliot a RedBird per 1,2 miliardi, e la Roma, acquistata per 591 milioni dalla famiglia Friedkin, la quale ha rilevato dopo pochi anni anche l’Everton, sempre in Premier League, per 650 milioni. Chiudone la graduatoria la Ligue 1, con l’Olympique Lione acquistato nel 2022 da Eagle Football Group: la società guidata da John Textor rilevò oltre l’87% del club francese per un totale di 530 milioni di euro, ma entrò dopo pochi anni in amministrazione controllata, trovandosi costretta a cedere la squadra per soli 30 milioni.
18 agosto 2026, 14:34 - Aggiornata il 18 agosto 2026 , 14:53