SILVERSTONE A casa sua, Lewis Hamilton firma cappellini nell’hospitality, fuori tifosi in attesa e bandiere con il numero 44. Fred Vasseur siede nell’ufficetto al secondo piano, l’euforia è alta su una pista impegnativa, oggi le qualifiche sprint.
Prima parte di stagione: sei podi in otto gare, una vittoria, ma anche momenti difficili. È più soddisfatto o più preoccupato per la distanza dai migliori, dalla Mercedes?
«Sensazioni miste. Un passo importante avanti all’anno scorso, 62 punti in più. Ma il mio lavoro è chiedere e spingere sempre di più, veniamo dall’Austria dove abbiamo scelto di buttarci nelle battaglie sbagliate, volevamo essere aggressivi con le Mercedes e l’abbiamo pagata. È stata una buona lezione».
Parla di miglioramenti, ma il 2025 è stata una stagione tremenda. Quanto valgono questi progressi?
«Dobbiamo essere più vicini alle Mercedes, sappiamo di non essere i più brillanti a livello di motore, su alcune piste è più facile compensare e su altre no. Questo e il prossimo a Spa saranno tracciati complicati, ma saranno anche un ottimo esercizio per cercare di ottenere il massimo».
Quali sono i limiti del motore, perché faticate così tanto?
«È una combinazione di elementi. Per esempio, abbiamo fatto scelte precise su telaio e guidabilità della macchina, spingendo più in quella direzione che sul motore. E credo che sia stata la decisione giusta. Poi ci sono elementi della power unit che potremmo cambiare soltanto l’anno prossimo, i rivali su alcuni “tricks” sono stati più bravi e di noi, niente da dire».
Quindi era importante avere un buon telaio e poi dedicarsi al motore, perché?
«Sono temi differenti, ma l’integrazione fra i due elementi è molto più importante che in passato. Sullo chassis con un buono sviluppo puoi guadagnare rapidamente anche mezzo secondo, gli interventi sul motore invece richiedono tempi più lunghi, i cavalli non si trovano da un giorno all’altro».
Lei è rimasto sorpreso quando ha saputo che la Federazione ha concesso alla Mercedes, vincitrice di 7 gare su 8, gli aiuti allo sviluppo del motore del sistema Aduo?
«Certo che lo ero, non era il quadro che avevamo. Il sistema però non si basa sui risultati ma sul calcolo della potenza del motore termico, e non avevamo in mano tutti i dati che la Fia può avere per misurare i parametri. Però siamo rimasti sorpresi, solo la Red Bull più di noi».
Per Leclerc è un periodo complicato. Come lo sostiene?
«Gli sto vicino e cerco di capire come aiutarlo e perché è in difficoltà».
Perché?
«Di sicuro non è una questione di velocità: a Montecarlo e a Barcellona in qualifica era in lotta per la pole, la scorsa settimana in Austria è partito in prima fila. Deve soltanto mettere tutto insieme nell’arco di più giri, adattarsi alla nuova macchina, agli ultimi aggiornamenti e ai nuovi freni. E soprattutto deve restare calmo, io non sono per niente preoccupato. Ci sono mille persone ad aiutarlo».
Hamilton invece è tornato, se lo aspettava così forte?
«L’anno scorso avevo sottovalutato la portata del passaggio dal mondo Mercedes a quello Ferrari, tutto per lui era nuovo e Lewis non è di uno di quei piloti che cambiano team ogni due-tre anni, tipo Sainz. Ora conosce gli strumenti, le persone e il nostro approccio. E con i buoni risultati è entrato in una spirale positiva».
Lewis racconta che spinge al massimo la squadra in ogni area.
«È il compito di ogni pilota, anche Charles spinge la squadra tutti i giorni. Ma abbiamo preso Lewis anche per l’esperienza che portava».
Possiamo annunciarlo: Hamilton resterà anche nel 2027?
«Sì».
Avete costruito una macchina su misura per Hamilton?
«Macché, non facciamo F1 su misura per l’uno o per l’altro. Al massimo le macchine possono nascere seguendo le indicazioni dei piloti, i loro input sono importanti, ma parliamo di differenze marginali».
La Ferrari non vince un titolo dal 2008, la pressione è alta. Come ci convive, sente la fiducia dei vertici?
«Siamo in uno degli sport più competitivi al mondo, avversari fortissimi e siamo nella mischia con Mercedes, Red Bull e McLaren. La cosa più importante è spingere tutti nella stessa direzione, nei momenti buoni e in quelli non buoni, reagire da squadra. La fiducia dei vertici la sento ed è importante per ogni persona della Scuderia che è elemento fondamentale per contribuire a crescere».
Si sente a rischio?
«No e non ragiono così. Io penso soltanto a dare il meglio in questo fine settimana, nei prossimi mesi e nei prossimi anni. Ho contatti quotidiani con John Elkann e con Benedetto Vigna, danno un sostegno enorme e conoscono tutto dell’azienda».
La Mercedes è già in fuga, bisognerà aspettare l’anno prossimo per mettere fine al dominio?
«Speriamo di riuscirci prima, a Barcellona ci siamo già riusciti. Dovremmo essere bravi anche nei fine settimana difficili, proprio da quelli s’impara a vincere i titoli».
Lei è arrivato in Ferrari nel 2023, come è cambiata da allora?
«Siamo un po’ più aggressivi, ci prendiamo più rischi sullo sviluppo per essere innovativi. Abbiamo messo tantissimo impegno per migliorare le strategie e i pit-stop, i ragazzi fanno migliaia di esercitazioni e non a caso siamo fra più bravi. Stiamo facendo un buon lavoro, ma non è ancora abbastanza, l’obiettivo è vincere, lo raggiungiamo quando siamo perfetti».
Toto Wolff ha detto che la Ferrari ha un tasso di sviluppo troppo alto, insinua sospetti sul budget cap. Cosa risponde?
«Quando me l’hanno raccontata pensavo fosse uno scherzo, ho trovato ironico che arrivasse proprio da Toto… Non mi sono mai interessato di calcolare né gli sviluppi né il budget della Mercedes, ci penserà la Fia. Non spreco energie e non sono affatto preoccupato riguardo ai piani della Ferrari».
Lei capisce benissimo l’italiano ma non lo parla, perché?
Risata. «Italiano per conversazioni brevi e battute , l’inglese per tutto il resto del lavoro. Per parlare devi essere sicuro, soprattutto se sei a tavola con dieci persone che conversano una sopra l’altra, in questo Francia e Italia sono simili».
Ci dà qualche buona ragione per credere in una Ferrari da Mondiale?
«Non si tratta di fare annunci, ma soltanto di lavorare: avere lo spirito, gli strumenti e la gente giusta. E noi stiamo andando in questa direzione, bisogna solo restare concentrati».
3 lug 2026 | 07:21