A 26 anni dal debutto a Cannes, nella Semaine de la Critique, dove vinse, e a 25 dall'uscita in Italia, Amores Perros, l'opera prima di Alejandro Gonzalez Inarritu, che ha lanciato la carriera del regista messicano e del suo protagonista, Gael Garcia Bernal, ritorna restaurato in 4k. Una versione che sarà disponibile sulla piattaforma Mubi in streaming dal 10 luglio. È l'occasione di riscoprire un capolavoro del cineasta, in attesa del nuovo film, sul quale c'è già grande curiosità (l'anteprima mondiale dovrebbe essere in un grande festival, con la Mostra di Venezia in pole): Digger, 'una commedia di proporzioni catastrofiche', si legge sul poster, con Tom Cruise mattatore.
"Amores Perros debuttò a Cannes, in una proiezione alle 13 - racconta Inarritu, nell'incontro in remoto, insieme a Gael Garcia Bernal, con la stampa internazionale per questa nuova veste per la sua opera prima -. Era lo stesso giorno del pranzo al quale Bernardo Bertolucci, uno dei miei idoli, quell'anno presidente della giuria della Semaine, aveva invitato i registi delle opere in gara. Io arrivai tardi, madido di sudore, e quando lui mi chiese perché, gli dissi della prima premiere della mia vita, di quanto fossi teso, e che lo invidiavo perché un regista come lui sicuramente non provava più tutta quell'ansia nel presentare un suo film. Lui mi rispose: 'Alejandro, devo darti una brutta notizia... da adesso in poi è sempre peggio, perché le aspettative delle persone sono ancora più forti e la pressione aumenta'. Allora non capivo perché un maestro come lui potesse pensarla così... ma l'esperienza mi ha insegnato che aveva ragione".
Nonostante le ansie di Inarritu, il percorso di Amores Perros è stato trionfale: oltre 50 premi vinti nel mondo e la nomination all'Oscar nel 2021 come miglior film straniero. Si gioca nel titolo con la parola 'perros' ('cani' in spagnolo), sia perché questi animali hanno un ruolo importante nella trama, sia per il significato metaforico, come aggettivo del termine, per indicare qualcosa o qualcuno di negativo. Nella sceneggiatura, scritta da Guillermo Arriaga, si seguono tre storie, ambientate a Città del Messico, unite da un terribile incidente d'auto. Due fratelli innamorati della stessa donna, un uomo disposto a rinunciare a tutto per seguire una modella e un ex sicario costretto a confrontarsi con il proprio passato. Nel cast, fra gli altri, anche Alvaro Guerrero, Goya Toledo, Vanessa Bauche, Emilio Echevarría e Jorge Salinas.
"Dopo oltre 25 anni, mi ha reso felice vedere come questi 'cani' siano sempre vivi e continuino ad abbaiare - sottolinea sorridendo Inarritu, parlando della longevità del film -. I personaggi restano rilevanti. Sono tutti esseri umani fragili in cerca d'amore, anche se dalla parte sbagliata. Nonostante le decisioni errate che prendono, tutti possiamo identificarci in questo bisogno". Il regista si è anche reso conto di come Amores Perros parli ancora alle giovani generazioni: "Penso arrivi soprattutto la sensazione di sentirsi 'spezzati', e il fatto che ci sia fra i temi principali la ricerca di una figura paterna".
Inarritu è colpito da come "anche oggi la storia conservi ancora molta forza e tensione drammatica".
Secondo Gael Garcia Bernal, per quanto il Messico e l'America Latina in 25 anni siano molto cambiati, "come siamo cambiati noi", Amores Perros è anche uno specchio sempre efficace sul presente: "Questo film ha trasceso culturalmente la nostra identità in modo così profondo da essere diventato parte integrante di ciò che siamo oggi. Il Messico sarebbe esistito anche senza Amores Perros, ma il film ha catturato molti elementi di come il Messico si stesse trasformando, anche se non ce ne rendevano conto. Uno dei più evidenti era il nuovo senso di democrazia che si sentiva nel Paese, dopo un periodo di censura, in cui avevi la sensazione che non si potessero toccare certi argomenti".
Per il venticinquennale del film è uscito anche un libro curato dal regista, che riunisce fotogrammi, fotografie di scena, materiali di backstage. C'è inoltre il progetto, non legato a Inarritu, di una serie televisiva, basata sulla sceneggiatura originale scritta da Arriaga, titolata Perro Blanco, Perro Negro.
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