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Chi sopravvive al suo incubo diventa pericoloso: la legge dei quarti del Mondiale

Chi sopravvive al suo incubo diventa pericoloso: la legge dei quarti del Mondiale

La prima regola di un Mondiale è sopravvivere. In questa edizione chi arriva in finale gioca 8 partite, ed è illusorio pensare che tutto fili sempre liscio: la capacità di ribaltare una situazione delicata fa quindi parte del bagaglio del vincitore. 

L'Argentina era praticamente fuori, ma nell'ultimo quarto d'ora il tempo rallenta come in quel quadro di Dalì, e possono succedere molte cose, figuriamoci una resurrezione di Messi. Aiutino arbitrale? Sì, due pestoni simili sono stati giudicati in modo opposto. Ma ripensate al 2006, e alla nostra situazione delicata: siamo in 10 contro l'Australia alle soglie dei supplementari, che giocheremmo con la lingua di fuori. Il rigorino che Medina Cantalejo fischia a Grosso è una ciambella di salvataggio. Complotto? Macché. Chi ottiene un vantaggio dalla sorte dev'essere capace di sfruttarlo. E in ogni caso, mai visto un vincitore sfortunato.

L'Argentina dunque è sopravvissuta al suo incubo. Nei quarti aspetta la Svizzera, che è uno strumento di precisione come da dna nazionale, non semplice scardinarlo. Pure l'Inghilterra ha attraversato il suo inferno privato, lo stadio Azteca, uscendone indenne. Compete forte: ma ai quarti trova la Norvegia che battendo il Brasile ha superato le colonne d'Ercole proprio come un drakkar vichingo, e ora naviga in un mare aperto e sconosciuto col morale alle stelle. Haaland pure oltre.

Dall'altra parte del tabellone la Francia — sempre favorita — guida la carica delle sei europee rimaste contro l'ultima (e più solida) africana, il Marocco. I francesi hanno più attaccanti che formaggi, il che è tutto dire: impressionante come Deschamps, in difficoltà col Paraguay, abbia presto ottenuto dal cambio Doué la serpentina che ha portato il rigore decisivo. La Spagna, infine, resta la candidata col maggiore margine di crescita, leggi Yamal, e intanto non ha ancora subito un gol. Occhio però: il Belgio ha già prevalso sul Senegal due gol avanti e su Trump col suo giocatore aggiunto. Come diceva quel film con Juliette Binoche: chi subisce un danno è pericoloso, perché sa di poter sopravvivere.

9 luglio 2026, 07:23 - Aggiornata il 9 luglio 2026 , 07:24

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