Ci sono souvenir che sarebbe meglio non trasportare da un Paese a un altro e no, non si tratta di calamite o tazze, ma di piante. Fiori, talee, frutti, semi sono organismi importantissimi, rappresentano l’80 per cento degli alimenti che consumiamo, purificano l’aria e incidono sulla disponibilità e sui prezzi del cibo. Ma cambiamenti climatici, commercio e viaggi stanno aumentando il rischio di diffusione di parassiti e malattie vegetali. Per questo motivo è partita, quattro anni fa la campagna Plant Health 4 Life, grazie all’impegno congiunto dell’Autorità europea per la sicurezza alimentare (Efsa), della Commissione europea e di 33 Paesi.
Da ciò che mangiamo a come viaggiamo, agli acquisti che facciamo, le piante fanno parte della nostra vita quotidiana, spiega Sylvain Giraud, responsabile dell’unità Salute delle piante presso la direzione generale della Salute e della sicurezza alimentare della Commissione europea: «Plant Health 4 Life si fonda su un principio chiave: la consapevolezza spinge all’azione. In questo anno conclusivo la campagna ribadisce che proteggere la salute delle piante significa salvaguardare il nostro cibo, il nostro ambiente e il nostro futuro». Le regole per tutelare le piante già esistono, diffonderle è una responsabilità condivisa.
All’interno dell’Unione Europea tutti i prodotti vegetali, persino i fiori recisi, devono essere accompagnati da un certificato fitosanitario per poter entrare legalmente. Il rilascio del certificato compete alle autorità nazionali per la protezione delle piante dei Paesi terzi. Si tratta di una tutela che attesta che i prodotti sono privi di organismi nocivi e idonei alla importazione. Il passaporto reca anche il Paese di origine e un codice a barre o un ologramma a fini di tracciabilità.
Un viaggio lungo, ma necessario: una volta giunti ai confini dell’Unione, i prodotti vegetali commerciali devono essere ispezionati nuovamente affinché possano ricevere un passaporto delle piante.
Ma il certificato fitosanitario non riguarda solo i prodotti commerciali, ma anche i viaggiatori con piante o prodotti vegetali, che sono tenuti a dichiarare il loro possesso alle autorità competenti nel punto di ingresso dell’Ue.
La campagna, poi, dà anche dei consigli per un giardinaggio sano e sostenibile. È importante partire dalle basi: utilizzare specie vegetali locali, ridurre l’uso dei pesticidi e tenere lontani gli organismi nocivi. E se gli organismi nocivi che si trovano comunemente in giardino possono essere già abbastanza dannosi, quelli invasivi provenienti dal di fuori del territorio europeo possono essere catastrofici. Le specie esotiche non minacciano solo il nostro giardino ma anche la nostra sicurezza alimentare, l’economia e l’ambiente naturale.
Per contribuire a ridurre il rischio che organismi alieni nocivi alle piante attacchino i nostri giardini, parchi e foreste, l’UE ha creato un elenco provvisorio di importazioni di piante ad alto rischio, qui l’elenco delle piante ad alto rischio.
27 maggio 2026, 12:40 - Aggiornata il 27 maggio 2026 , 12:40