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Venezia-Inter 0-2: Chivu vince grazie a due autogol e riprende la Lazio in vetta alla classifica

Venezia-Inter 0-2: Chivu vince grazie a due autogol e riprende la Lazio in vetta alla classifica

Mettiamola così: in certe partite l’Inter ha quasi la necessità di andare in svantaggio per trovare l’adrenalina e lo sprint che servono per rimontare l’avversario di turno. Invece nel finale del primo tempo il gol di Lauberbach dopo la respinta di Provedel sulla punizione di Perez viene annullato per fuorigioco da Pairetto. E i nerazzurri riprendono a ruminare il loro gioco lento, svogliato, poco pericoloso: le occasioni migliori le ha tutte il Venezia, ma Provedel salva sempre su Lauberbach con una gran parata e l’aiuto della traversa e calma i bollenti spiriti della squadra di Nicola con un altro paio di interventi salvavita.

Certo poi quando l’americano Gianluca Busio sparacchia alto un cross di Adams, allora neanche questa Inter minore può esimersi dal provare a vincere: serve però il classico autogol in scivolata di Moreno su cross di Thuram per sbloccare la partita, mentre la deviazione di Halhal su colpo di testa di Augusto completa la serata fantozziana della squadra di Nicola, che protesta per un fallo dello stesso Augusto su Sohm all’inizio dell’azione che porta al vantaggio interista.

«Siamo stati fortunati — ammette Chivu — . Dopo l’intervallo avrei lasciato in campo solo Provedel e anche nella ripresa è cambiato poco. Abbiamo aggiunto solo più qualità e personalità. Ma abbiamo giocato male, c’è poco da analizzare e vorrei fare i complimenti al Venezia. Noi non avevamo energia e bisogna anche accettarlo, perché è un problema comune alle squadre impegnate nelle coppe. Partite così capitano, me ne ricordo una a Catania quando giocavo: la differenza è che abbiamo vinto».

Già perché questa Inter che ha accumulato una discreta quantità di primi tempi deludenti, allo stesso tempo ha messo via 25 punti su 27, tenendo il folle ritmo della Lazio di Gattuso, ancora una volta agganciata in vetta. La critica è legittima, come l’autocritica. Ma bisogna pur dire che il derby arriva 72 ore dopo il fischio finale in Laguna e a tre giorni dalla sfida di San Siro l’Inter sarà in campo a Rotterdam con il Feyenoord per una partita delicata. Non si tratta di cercare alibi, ma dentro una stagione arriveranno altre partite così. E ora le assenze di Stones, Jones, Pavard e soprattutto Lautaro tolgono la possibilità di ruotare la rosa come Chivu vorrebbe.

E la risposta degli ultimi arrivati, come Stankovic ieri alla prima da titolare, non può fare la differenza se il resto dei compagni cammina: «Inutile parlare dei singoli dopo un primo tempo così — taglia corto Chivu —. Martinez o Provedel nel derby? Spero di esserci io...» sorride il tecnico che salvo sorprese riproporrà lo spagnolo titolare. L’ex laziale non tornerà volentieri in panchina dopo una prestazione come quella di ieri e Martinez dovrà dimostrare che la concorrenza serve a cancellare le sue frequenti amnesie. In caso contrario dopo la sosta di novembre le gerarchie potrebbero essere riviste.

In attacco invece Esposito gioca solo nel finale perché reduce dalla febbre e Thuram fa gli straordinari. La prestazione di Bonny fa pensare a Pio e Marcus come titolari col Milan, visto che l’ivoriano fa meglio quando subentra. Sono dinamiche facili da gestire dall’alto dei 7 punti di vantaggio sul Milan. Ma questa Inter imperfetta prima o poi dovrà smetterla di giocare col fuoco.

28 ottobre 2026, 20:21 - Aggiornata il 28 ottobre 2026 , 22:02

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