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Nuovo Stadio di Inter e Milan, c'è già il nome e lo sponsor: San Siro si chiamerà «Generali Stadium»

Nuovo Stadio di Inter e Milan, c'è già il nome e lo sponsor: San Siro si chiamerà «Generali Stadium»

Andremo a vedere Inter e Milan al «Generali Stadium»: il nuovo San Siro si chiamerà così per vent’anni grazie a una cifra, non confermata dai diretti interessati, che si dovrebbe aggirare sui 600 milioni complessivi. In ogni caso sarà un affare per tutti, anche per i tifosi che godranno di uno stadio all’avanguardia, progettato da due maestri come Lord Norman Foster e l’americano David Manica, presenti allo svelamento di ieri sera al Castello Sforzesco di Milano.

L’inizio dei lavori del nuovo impianto da 71.500 posti, che sorgerà nell’aria adiacente allo stadio Meazza e dovrebbe costare circa 2,3 miliardi nel complesso (quindi con le aree circostanti) è previsto per la primavera prossima e dovrà essere inaugurato nei primi mesi della stagione 2031-32 per ospitare le partite di Euro 2032 che l’Italia organizza assieme alla Turchia: un impianto del genere si candida per la finalissima, ma la concorrenza sarà elevata ed è prematuro pensarci.

Per adesso l’interesse è tutto sull’impatto del nuovo San Siro: bello o non bello dipende dai gusti, ma negli ottanta enormi diamanti di calcestruzzo prefabbricato che compongono la facciata c’è comunque un’ispirazione al vecchio stadio che mostra tutta la sua struttura. Ogni diamante sarà integrato da tele triangolari di teflon che si illumineranno di rossonero o di nerazzurro, a seconda della squadra che giocherà in casa: perché questo è pur sempre uno dei rarissimi stadi al mondo condiviso da due grandi club, anche se la coabitazione ha ragioni economiche e la soluzione dei due impianti era stata esplorata da Milan e Inter.

Ma «San Siro è un sentimento» come dice Manica, che assieme a Foster ha già progettato il nuovo Wembley. Ed è ben consapevole che l’Italia non è l’Inghilterra, abituata a demolire i suoi templi iconici per costruirne altri. I nostalgici del vecchio San Siro, assieme ovviamente ai residenti della zona, hanno cinque anni per metabolizzare il cambio, che creerà disagi assieme a serie questioni ambientali. Ma l’impianto riqualificherà comunque l’area e sarà insonorizzato: un fatto che interessa gli abitanti, oltre alle squadre che beneficeranno di un’acustica molto intensa, fondamentale anche per le esperienze dei concerti che si terranno.

Gli ultrà dell’Inter prima dell’incontro per la stampa nel pomeriggio arrivano cantando ed espongono lo striscione «Luci a San Siro non le spegnerete mai» e sembrano un relitto del passato. «Le curve saranno l’anima dello stadio» rilancia Lord Foster, ma anche qui bisogna intendersi: l’anima popolare dei vecchi stadi, spesso troppo contigua alla criminalità come dimostrano le inchieste degli ultimi anni, non avrà nulla a che fare con quella del «Generali Stadium». Ciò non toglie che il nuovo teatro avrà due curve che promettono spettacolo: verticali, con una pendenza di 37 gradi, con un muro ciascuna che rievoca quello giallo dello stadio di Dortmund. Il catino interno sarà su due anelli, su un podio rialzato, mentre il tetto non sarà retrattile e contribuirà all’alimentazione dell’impianto, totalmente elettrico, con 27 mila metri quadri di pannelli fotovoltaici. I posti vip e hospitality potrebbero essere fino a 13mila e quelli a sedere nei ristoranti dentro lo stadio saranno ben 1.600.
Va da sé che l’impianto sarà dotato di comfort superiori rispetto agli standard attuali. Oltre ai punti ristoro dislocati nelle diverse zone dello stadio; i bagni saranno molteplici e certo in condizioni migliori degli attuali. Le persone con disabilità potranno accedere a tutti i settori e ascensori e scale mobili saranno a disposizione in più livelli. La curiosità è che saranno in vendita anche posti che si affacceranno sul tunnel vetrato da cui sbucheranno i giocatori prima dell’ingresso in campo. La sensazione è che si alzeranno i prezzi dei biglietti considerando che tuttora, abbonati esclusi, il 40% dei biglietti viene venduto a stranieri con budget alto. Per il derby per esempio sono attesi spettatori di 118 nazionalità diverse. E la tribuna stampa? Verrà collocata nelle ultime file in alto ma sarà chiusa e coperta. L’urlo delle curve, a naso, si sentirà ugualmente.

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