Finita la tregua di Ferragosto, Luigi Lovaglio torna in trincea per difendere Mps dalla presa di Intesa Sanpaolo. Oggi alle 9 il cda ha convocato una riunione straordinaria con un unico punto all’ordine del giorno: «Analisi operazioni straordinarie e delibere conseguenti». Secondo le indiscrezioni pubblicate ieri da Il Sole 24Ore il ceo svelerà le opzioni sul tavolo e dovrebbe chiedere delega al consiglio per procedere con una doppia operazione: su Banca Generali e in parallelo su Banco Bpm. Non è escluso che nella seduta possano già essere identificati dei valori per le singole offerte. Fonti vicine al dossier vedono l’eventuale doppia mossa non solo come difensiva ma come un piano con un senso industriale.
Se nelle scorse settimane Lovaglio ha lavorato su una doppia opzione, negli ultimi giorni sarebbe cresciuta la convinzione del manager di portare avanti in contemporanea entrambe le offerte. Sarà un percorso complesso che Lovaglio dovrà far passare da un’assemblea straordinaria, visto che la banca è finita in passivity rule dopo l’annuncio dell’Opas di Intesa. Insomma, l’idea del ceo è di lasciare decidere agli azionisti se percorrere nuove strade o aprire le porte a Ca’ de Sass e a quale prezzo.
La prima parte dell’operazione dovrebbe riguardare un’offerta su Banca Generali, di cui le Assicurazioni Generali sono socie con il 51%. L’obiettivo sarebbe dare vita a un polo italiano del risparmio, forse il primo per dimensioni grazie all’unione con Mediobanca, controllata del Monte con l’86,3%. Lo schema — che a questo punto potrebbe anche vedere un atteggiamento non sfavorevole del governo — potrebbe prendere la forma di un’Opa, cioè di un’offerta per cassa. C’è anche chi sul mercato vede la possibilità di uno scambio di azioni, magari arrotondato da una componente cash. Una strada, quest’ultima, che però presenterebbe risvolti complessi perché Generali — sempre che il cda del Leone dia il via libera — si ritroverebbe con circa il 12-13% del Monte.
L’altra opzione è che l’operazione ricalchi quella lanciata nell’aprile di un anno fa da Alberto Nagel con Mediobanca per resistere alla presa di Mps. Anche in questo caso l’acquisto sarebbe pagato scambiando i titoli Banca Generali con le azioni Generali possedute da Siena tramite Piazzetta Cuccia, che ha il 13,2% del Leone. A quel punto la compagnia si troverebbe con un surplus di azioni proprie che potrebbe collocare ad altri player bancari. E le antenne degli addetti ai lavori sono tutte orientate verso Unicredit, già socia di Trieste con l’8,80%. È probabile che Mps debba cedere il 13,2% (in Borsa vale 8,6 miliardi) di Generali per recuperare liquidità, visto che Banca Generali capitalizza quasi 8 miliardi. Certo, un’operazione del genere non potrà che passare da un accordo con il cda guidato da Philippe Donnet che in questi mesi avrebbe più volte avuto scambi con Lovaglio. Anche se ne board del Leone non si è mai discusso di questo tema. Poi ci sarebbe l’opzione di un ritorno su Banco Bpm, ma a questo punto significherebbe avere già in tasca un accordo con i francesi del Crédit Agricole, titolari del 29,3% di Piazza Meda.
Lo studio della sola percorribilità di queste operazioni a questo punto riaccenderebbe l’ipotesi di un rilancio da parte di Intesa. La Borsa ieri ha guardato tiepida al risiko, positiva solo Banca Generali (+1,66%). Oggi il ministro Giancarlo Giorgetti incontrerà gli enti locali toscani.
20 ago 2026 | 07:13