L’accesso al credito bancario da parte delle piccole e medie imprese è un sistema che balbetta. Gli istituti di credito privilegiano la gestione del risparmio, che assorbe meno capitale dell’attività ordinaria. Come invertire la rotta e dare fiato alle Pmi di valore? Parte da questo quesito la consueta analisi di Ferruccio de Bortoli su l’Economia in edicola domani con il Corriere della Sera.
«La rilevanza delle micro e piccole imprese (Mpi) — ricorda de Bortoli — è superiore a ogni attesa. Assicurano il 41 per cento dell’occupazione contro una media del 29 per cento nelle altre economie avanzate. Ebbene questa coorte, tutt’altro che trascurabile, subisce da tempo un vero e proprio credit crunch. Una restrizione del credito che peraltro il mondo bancario continua a negare.Dove sta la verità? Il volume di prestiti bancari, per le sole imprese con meno di venti addetti, è sceso da 171 miliardi nel 2011 a circa 107 miliardi nel 2024
Le aziende con pochi dipendenti sono 5,5 milioni e rappresentano il 30% del Prodotto interno lordo italiano. Eppure il volume di prestiti bancari a loro dedicati è diminuito del 37% tra il 2011 e il 2024. Superando la logica della garanzia statale sistemica, queste aziende vanno sostenute con vera lungimiranza Per non perdere l’occasione di finanziare chi merita.
È la sezione finanza a ospitare la copertina di questo numero, dedicata ad Antoine Arnault, il secondo dei cinque figli di Bernard è ceo di Dior Se, la holding che controlla con il 42% il colosso del lusso ed è a capo della sostenibilità e dell’immagine del gruppo. «Abbiamo investito nel vostro Paese dai 300 ai 500 milioni l’anno — ricorda — Il testamento di Armani? Un onore. Vedremo quali saranno gli sviluppi». In evidenza l’iniziativa delle «Giornate Particolari», inventate per mettere in luce la grande ricchezza degli antichi mestieri artigiani.
Molto ricca la sezione dedicata alle Imprese a cominciare dalla cantina siciliana Cusumano che è tra i primi dieci produttori in Italia per superficie di proprietà coltivata. L’azienda vinicola, da 16 milioni di fatturato, esporta in 60 Paesi e punta sull’enoturismo. Sta lavorando a un nuovo progetto di accoglienza per gli appassionati: un borgo alle pendici dell’Etna.
Punta forte sull’export la Coricelli, azienda di olio che guarda a Usa e Corea per rafforzare il suo 60%. È il peso dei mercati stranieri sui ricavi del gruppo. Nella penisola prezzi giù: «Si punti sul valore del made in Italy», dice la ceo Chiara Coricelli.
Medtronic, big del biomedicale, investe 28 milioni su Mirandola, il sito modenese da cui partono 48 milioni di pezzi per l’export, un miliardo i ricavi all’anno. Paola Pirotta, ceo: «La nuova partita si giocherà sui servizi e noi siamo pronti».
Infine, nella sezione Patrimoni, focus sulla previdenza. Dal primo luglio iscrizione automatica ai fondi per i neo assunti che hanno due mesi di tempo per decidere se restare oppure no. Verrà investito non solo il Tfr ma anche il contributo dell’azienda E si debutta con il life cycle: più azioni finché si è giovani, più bond a fine corsa.